domenica 29 ottobre 2017

Page 99 #9 - La psicoanalisi

Page 99 #9
Buona sera!

Per la rubrica Page 99 oggi vi propongo quella di un libro che sto leggendo ultimamente sulla psicoanalisi, La psicoanalisi. Un percorso concettuale fra tradizione e attualità, di Lis A., Mazzeschi C., Zennaro A..

(...) Nella concettualizzazione freudiana, potremmo dire che l'oggetto e la relazione con esso, sopratutto agli inizi della sua teorizzazione, sono "secondari" rispetto alla centralità della spinta pulsionale. Non dobbiamo però dimenticare come, con l'introduzione del modello strutturale e con i contributi successivi ad esso, la relazione con gli oggetti, in particolare con le strutture parentali, acquisisce un'enorme complessità rispetto all'originaria concezione che l'oggetto esista unicamente con finalità di scarica pulsionale. Tutti gli autori successivi, anche se con diverse concettualizzazioni, hanno dato importanza alla relazione con l'oggetto, rivolgendo di volta in volta maggiore attenzione alla relazione con l'oggetto reale oppure alla relazione rappresentata. Ad esempio, autori quali Bowlby e Winnicot danno una notevole importanza alla realtà dell'oggetto come iniziatore della vita psichica. Essi ritengono l'oggetto reale, con le esperienze reali da lui fornite, una fonte indispensabile per il bambino per costruire una immagine di sé differenziata e dove quindi all'inizio l'oggetto e la relazione con l'oggetto non sono presenti internamente.
Anche Kohut, pur non condividendo totalmente una teoria motivazionale pulsionale e dando importanza al sé come istanza fondatrice della vita psichica, attribuisce rilievo all'oggetto esterno.
Anche gli psicoanalisti che continuano a condividere il punto di vista pulsionale danno notevole importanza alla relazione con l'oggetto, portando numerosi contributi al modo con cui tale relazione influisce sullo sviluppo psichico del bambino.
La psicologia dell'Io, a sua volta, valorizza le relazioni d'oggetto come elemento fondamentale per la crescita psicologica del bambino, ma mantiene l'ipotesi freudiana di un oggetto che, inizialmente non esistente, si costruisce tramite gli investimenti pulsionali e tramite l'ambiente adeguato che esso fornisce al bambino. L'oggetto contribuisce allo sviluppo, ma conta molto la struttura in evoluzione del bambino. Anna Freud e i freudiani classici condivido, relativamente a questo aspetto, lo stesso orientamento.
I teorici delle relazioni oggettuali non solo danno importanza alla relazione d'oggetto, ma addirittura sostengono che la vita psichica derivi fondamentalmente dalla relazione oggettuale, di cui il bambino ha fin dall'inizio una rappresentazione interna innata. (...)


Tratto dal capitolo 6 Sé, oggetto e narcisismo, ideale dell'Io e Io ideale e altri concetti freudiani, paragrafo 6.2 Relazione d'oggetto e relazione oggettuale.



Spero di avervi incuriosito.

Buona notte,
Athena

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